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La lavorazione della lamiera zincata2018-09-05T08:21:55+00:00

La lavorazione della lamiera zincata

lavorazione lamiere roma lamiera zincataLa zincatura, nella lavorazione delle lamiere, (o zincatura come è comunemente chiamata in quell’industria) è il processo di applicazione di un rivestimento di zinco protettivo in acciaio o in ferro, per prevenire la ruggine. Il metodo più comune è la zincatura a caldo, in cui le parti sono sommerse in un bagno di zinco fuso. Effettuiamo lavorazioni delle lamiere a Roma su queste tipologie zincata particolarmente utilizzate nell’edilizia, controtelai e gronde.

Lo zinco protegge il metallo di base in tre modi:

  • Forma un rivestimento di zinco che, quando è intatto, impedisce che le sostanze corrosive raggiungano l’acciaio o il ferro sottostante;
  • Lo zinco serve come anodo sacrificale in modo che anche se il rivestimento è graffiato, l’acciaio esposto sarà ancora protetto dal restante zinco;
  • Lo zinco protegge il suo metallo di base corrode prima del ferro. Per risultati migliori, l’applicazione dei cromati sopra lo zinco è anche considerata una tendenza industriale;

Lavorazione lamiere Roma: Lo zinco come lega vincente

I depositi di zincatura a caldo, nella lavorazione delle lamiere, depositano uno spesso strato robusto di leghe di zinco sulla superficie di un elemento d’acciaio. Nel caso di corpi automobilistici, dove saranno applicati ulteriori rivestimenti decorativi di vernice, viene applicata una forma più sottile di zincatura mediante elettrogalvanizzazione. Il processo a caldo in genere non riduce la resistenza su una scala misurabile, ad eccezione di acciai ad alta resistenza (> 1100 MPa) dove l’embrittlement di idrogeno può diventare un problema. Nella lavorazione questa carenza è una considerazione che incide sulla produzione di funi e altri prodotti altamente stressati.

Inoltre lo zinco  a temperatura ambiente non è liquido quindi a differenza di altri materiali non può essere pompato come carburante e le pile allo zinco non possono essere ricaricate, ma vanno di volta in volta smontate. Ecco perché questo materiale non può essere usato nella mobilitazione del veicolo, anche se con apposite apparecchiature automatiche è possibile sostituire in pochi secondi la batteria nelle piazzole di scambio.batterie

Nella lavorazione delle lamiere a Roma, la protezione fornita dalla zincatura a caldo è insufficiente per i prodotti che saranno costantemente esposti a materiali corrosivi quali acidi, tra cui la pioggia acida negli usi esterni. Per queste applicazioni è preferibile la lavorazione acciaio inossidabile più costoso. Alcuni chiodi fatti oggi sono zincati. Tuttavia, nella lavorazione delle lamiere l’elettrolisi è utilizzato da solo per molte applicazioni esterne perché è più conveniente del rivestimento a zincatura a caldo e sembra buono quando nuovo. Un altro motivo per non utilizzare il rivestimento a zincatura a caldo è che per i bulloni e i dadi di dimensioni M10 (US 3/8 “) o più piccoli, il rivestimento a caldo immerso riempie troppo delle filettature, riducendo la resistenza (perché la dimensione L’acciaio, prima del rivestimento, deve essere ridotto affinché i fissaggi si adattino insieme.) Ciò significa che per le automobili, le biciclette e molti altri prodotti leggeri meccanici l’alternativa pratica ai bulloni e alle nocche elettrolitici non è il rivestimento a zincatura a caldo, I fissaggi in acciaio inossidabile.

Sappiamo che in Italia il primo impianto per la zincatura a caldo risale al 1883 e si trovava nella città di Milano, aperto da Origoni che aveva la necessità di salvare l’acciaio dalla corrosione per preservare lo sviluppo dell’industria in Lombardia. Per la riuscita dell’operazione fu necessario chiamare tecnici dall’Inghilterra.

La zincatura a caldo continua

Si tratta di un processo di zincatura simile a quello a caldo ma che si fa su fili d’acciaio per trattare in modo rapido e continuativo grosse quantità di materiale. Lo zinco viene fatto passare per alcune vasche che servono a preparare il materiale al processo, per poi essere inserito in un forno che lo porta a temperatura. Infine entra in una vasca con zinco e alluminio che viene riscaldata con resistenze elettriche o bruciatori immersi. A questo punto si procede con la rimozione del materiale in acceso tramite tamponi che lasciano solo un sottile strato di rivestimento, oppure con lame d’aria addizionate ad azoto. Si raffredda poi il materiale e lo si riavvolge in bobine o coils.

La zincatura a spruzzo

In questo processo si spruzza lo zinco fuso e ridotto il polvere sulla superficie della lamiera in acciaio, che viene prima sabbiato a metallo bianco. La conseguenza è che lo zinco formerà uno strato ad alta densità ed aderenza ma con una bassissima velocità di corrosione. Si tratta, infatti, di un metallo anodico il cui il ferro e l’acciaio che lo compongono si corrodono prima proteggendo lo zinco dalla ruggine, in caso di danneggiamento del rivestimento. Tramite un arco elettrico si assicura poi la fusione, che viene fatta anche con una pistola a gas. Non solo lo zinco può venire spruzzato sui materiali: la tecnica si applica anche ad alluminio, rame, ottone e bronzo.