La storia2018-09-05T08:24:32+00:00

La storia della lavorazione delle lamiere a Roma inizia dalle origini della lamiera e della sua lavorazione

lavorazione lamiere roma la storiaQuesto articolo si concentra sulla lavorazione delle lamiere a Roma e la sua storia. Dobbiamo in primo luogo distinguere tre aspetti fondamentali, distinti ma profondamente interconnessi:

  • la produzione della materia prima, in particolare l’acciaio;
  • la fabbricazione di sottili fogli;
  • la lavorazione;

Non è facile ricordare il “primo foglio di lamiera”, certamente erano sottili fogli di metalli preziosi che sono stati fabbricati nella preistoria lavorando materiali molto duttili come l’oro e l’argento, martellandoli con pietre finché non si ottenessero fogli molto sottili che sono stati usati per creare gioielli, ma anche per coprire gli scudi di legno o per fabbricare parti d’armatura. Il ferro morbido era lavorabile solo a caldo, quindi suscitava particolari problemi per il raggiungimento di spessori sottili. Il vero punto di svolta nella lavorazione lamiere Roma è avvenuto con l’introduzione del laminatoio. Il primo disegno noto di un laminatoio risale da Leonardo che in uno dei suoi disegni, datato 1480, descrive per la prima volta la possibilità di “fare un passaggio materiale” tra due rulli cilindrici con assi paralleli per modificarne il suo spessore. Anche in questo caso è stato previsto per la lavorazione a freddo di materiali duttili, soprattutto per piombo, stagno ecc., non è sicuro che sia mai stato costruito. Ci sono rapporti di due laminatoi nel XVI secolo: si usavano i fogli d’oro con spessore uniforme da cui disegnare monete, il secondo per tagliare fogli già formati in strisce. Entrambi sono stati utilizzati come “dispositivi di finitura” piuttosto che per ridurre lo spessore. Il primo impianto industriale di cui abbiamo alcune notizie è stato utilizzato nel 1615, per ottenere piastre e piastre di stagno. Il laminatoio di oggi è però una macchina industriale che lavora e in particolare sagoma con la tecnica a caldo o a freddo un materiale deformabile come la lamiera tramite un sistema di rulli che comprimono il semilavorato fino ad ottenere le caratteristiche desiderato per la sua destinazione d’uso.

La lavorazione delle lamiere da un sottile foglio a spessori desiderati

Nel 1682 un laminatoio a freddo di dimensioni notevoli era presente a Newcastle in Inghilterra. La prima descrizione dettagliata risale a pochi anni dopo; all’inizio dell’Ottocento la struttura del laminatoio era essenzialmente quella attuale: una robusta gabbia di ghisa con due cilindri in acciaio e la possibilità di regolare, tramite una vite, la distanza del rullo.
Una volta ottenuto il prezioso foglio, è stato necessario tagliare una parte deformarla in direzione ortogonale rispetto al foglio stesso, il processo si è verificato sempre (e si verifica ancora) in condizioni fredde. È un dato certo che, nei tempi più antichi, la fase di realizzazione del foglio e la sua lavorazione coincidevano: un metallo malleabile fu deformato martellandolo con pietre e facendogli contemporaneamente prendere lo spessore e l’aspetto desiderati. È soltanto verso il XVI secolo, con la possibilità di laminare i materiali e quindi di ottenere spessori relativamente sottili a basso costo, che le due fasi sono ordinatamente separate.

Come il foglio anche la lamiera stessa è un semilavorato di metallo con larghezza e lunghezza solitamente più grandi dello spessore e che viene utilizzato prevalentemente in siderurgia, ricavandolo da due processi diversi ovvero con il laminatoio a quarto e con il laminato a caldo e a freddo.

I laminatoi reversibili e unidirezionali

Nei laminatoi reversibile il materiale viene trattato prima in un senso e poi nell’altro e scorre avanti e indietro su dei rulli fino a che non si ottenga la riduzione desiderata. Questo è possibile diminuendo in modo progressivo la distanza tra i vari cilindri del laminatoio. Nel caso dei laminatoi unidirezionali questi sono posizionati secondo quello che si chiama il treno di laminazione e ogni laminatoio contribuisce alla riduzione. Per quanto riguarda il loro utilizzo, i laminatoi reversibili sono impiegati nella piccola e media produzione e quelli continui o unidirezionali servono a produrre e lavorare grandi quantità di materiale.

Il processo di laminazione

Con la laminazione si sottopone il materiale metallico o plastico a deformazioni che saranno permanenti nel tempo grazie ad apposite forze che agiscono per schiacciamento, stiramento e allargamento fino al calibro desiderato, come avviene per esempio nella produzione di profilati. Si tratta di deformazioni che, specialmente nel caso dell’acciaio, si ripercuotono sul materiale stesso e sulla sua struttura aumentando la resistenza  e la durezza, ma rendendo al contempo la materia prima più fragile. Per eliminare questo problema si procede quindi alla ricottura, un trattamento compiuto alla fine o durante il processo di laminazione dei materiali a seconda che questo avvenga a  caldo o a freddo.